lunedì 4 settembre 2017

VALIDITÀ CERTIFICATI AMMINISTRATIVI

Dovete presentare un certificato di residenza presso un ente che ve ne ha fatto richiesta e ne avete uno già nel cassetto ma non sapete quanto vale? Volete sapere se il vostro certificato di nascita ha una scadenza? Lo stato di famiglia vale tre o sei mesi? E i certificati di stato civile (matrimonio, nascita, morte) hanno una scadenza o sono sempre validi? Queste sono le domande più ricorrenti quando si vuole sapere che validità hanno i documenti anagrafici, di stato civile o amministrativi in genere. A dirimere i dubbi ci pensa la legge con il d.P.R. 445/2000 che all'articolo 41 comma 1 recita: “I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata. Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data del rilascio se disposizioni di legge o regolamentari non prevedono una validità superiore”. Facciamo qualche esempio per chiarire. Come dice la legge i certificati che attestano stati e fatti non soggetti a modificazioni (per esempio nascita o morte) hanno validità illimitata. Tutti gli altri certificati, che possono subire modificazioni durante il corso della vita (per esempio residenza, stato di famiglia) hanno una validità di sei mesi. Questi ultimi possono essere utilizzati oltre i termini di scadenza dall'utente che dichiari in fondo al documento che le informazioni contenute nel certificato non hanno subito variazioni dalla data di rilascio riportata sul certificato. Infatti il secondo comma dell'articolo 41 del d.P.R. 445/2000 stabilisce che: “I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile che sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni nonché dai gestori o esercenti di pubblici servizi, anche oltre i limiti di validità nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio. Il procedimento per il quale gli atti certificativi sono richiesti deve avere comunque corso, una volta acquisita la dichiarazione dell'interessato. Resta ferma la facoltà di verificare la veridicità e la autenticità delle attestazioni prodotte. In caso di falsa dichiarazione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 76 (attenzione quindi alle dichiarazioni prodotte alle pubbliche amministrazioni perché, in caso di false dichiarazioni, sono previste sanzioni di carattere penale. Per avere un'idea della gravità di tale fatto, il secondo comma dell'art. 76 prevede che : “L'esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso”).